di Giuseppe Longo

Prima domenica di ottobre, anche la Chiesa di Grado celebra con grande solennità la ricorrenza della Madonna del Rosario che ricorda la Battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571. La festa venne istituita da San Pio V per ricordare la storica giornata in cui la flotta della Lega Santa fermò l’avanzata dell’Impero ottomano. In quell’esito trionfale, il Papa intravvide infatti l’intercessione della Vergine Maria grazie alla incessante recita del Santo Rosario. Domani mattina sarà celebrata la Messa cantata in latino nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia – con la partecipazione della Corale Santa Cecilia diretta dal maestro Anello Boemo – dove, alle 16.15, sarà recitata la tradizionale Supplica alla Madonna di Pompei. Al termine, si snoderà la processione con l’antica immagine della Madonna degli Angeli che, attraversate le vie del centro storico, raggiungerà la diga dove avverrà il suggestivo rito della “benedizione del mare”, che vuol essere un momento di ringraziamento per la stagione turistica appena conclusa e un modo per auspicare una nuova positiva annata, capace di ricompensare le fatiche sostenute.
Oltre a essere una delle più importanti feste religiose dell’anno liturgico, in tutto il Friuli nota come “Perdon dal Rosari”, «per noi – osserva infatti monsignor Paolo Nutarelli – è anche la Giornata del Ringraziamento per la stagione estiva: un giorno nel quale fermarci e, semplicemente, dire grazie. Eppure non è sempre spontaneo ringraziare. Viviamo in un tempo nel quale rischiamo di sentirci sempre più al centro: pensiamo che tutto dipenda da noi, dalle nostre capacità, dal nostro lavoro, dalla nostra organizzazione. E, allora, potrebbe nascere spontanea una domanda: perché ringraziare Dio? La tradizione cristiana ci ricorda che la gratitudine nasce, anzitutto, dalla capacità di riconoscere che la vita è un dono. Non tutto ci è dovuto. Non tutto possiamo costruire con le nostre mani. Ci sono persone, incontri, occasioni, bellezza, affetti, giorni sereni e, perfino, esperienze difficili che, attraversate, ci hanno fatto crescere».
«Dire grazie a Dio – prosegue l’arciprete in una riflessione riportata su Insieme, il foglio settimanale della Parrocchia in distribuzione domani 4 ottobre – non significa pensare che tutto sia andato bene. Anche questa estate ha avuto le sue fatiche, le sue preoccupazioni e le sue difficoltà. Significa, piuttosto, riconoscere che dentro ciò che abbiamo vissuto non siamo stati soli. Ed a Grado il grazie per l’estate assume un significato particolare. Ringraziamo per quanti sono arrivati nella nostra Isola, per chi ha lavorato, per chi ha accolto, per i tanti volontari, per chi si è messo a servizio nelle nostre realtà, per le famiglie, i giovani e gli anziani, per i tanti incontri che hanno reso viva la nostra comunità. La gratitudine cristiana, però, non guarda soltanto indietro. Dire grazie significa anche imparare a guardare avanti in modo diverso. Chi riconosce di avere ricevuto un dono sente infatti, il desiderio di diventare, a sua volta, dono per gli altri. Forse è proprio questo il messaggio che possiamo portarci nel cuore in questa Festa: meno pretese e più gratitudine, meno “mi è dovuto” e più “grazie”. Ed affidiamo questo nostro grazie a Maria, Madonna del Rosario, perché ci insegni il suo sguardo: uno sguardo capace di riconoscere, anche nelle piccole cose, le meraviglie che Dio continua a compiere nella nostra vita».

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In copertina, la statua della Madonna degli Angeli che domani sarà portata in processione sul Lungomare di Grado.

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